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RIFLESSIONI e AUSPICI Con il lento ed inesorabile passare dei mesi, con le sempre crescenti difficoltà con le quali siamo, nostro mal grado, quotidianamente costretti ad interfacciarci, è bene non pensare solo a noi stessi ed impegnarci ad una più concreta disponibilità verso il nostro prossimo. Forse le problematiche che tutti stiamo affrontando ci condizionano non poco, ma se ci soffermiamo su chi siamo, su chi vogliamo essere, su cìò che desideriamo per il nostro futuro, sulle potenzialità che siamo in grado di porre in essere, ci rendiamo conto di quanto gli antichi VALORI ci possano aiutare a riappropriarci di quel po’ di serenità di cui tutti abbiamo bisogno. Sono sicuro che se ci compattiamo e se uniamo le nostre forze, sempre sotto la guida del nostro San Lazzaro, saremo in grado di fare delle buone cose e di sentirsi , interiormente, gratificati. Quest’ultime devono essere fatte con il cuore, con umiltà e con quella cristianità che ci deve sostenere e sospingere a sempre meglio supportare sia il nostro vicino sia quella moltitudine di persone meno fortunate di noi. E’ con il cuore in mano che vi auguro tanta salute e tantissima serenità, ma mi corre anche l’onere di rammentarvi di imparare a godere delle cose semplici e naturali, pur rimanendo in attesa di quelle più elevate e consistenti. Con gli auspici di un fattivo, proficuo e sereno lavoro, che con tanto e sincero affetto vi invio, vi ricordo anche le parole del nostro Papa il quale ci esorta, co amore, affinchè si tenga nella giusta considerazione l’importante ruolo che riveste nella nostra società , “la FAMIGLIA”. Termino sperando che i tempi possano, anche se lentamente, migliorare, consentendoci di affrontare con tenacia e determinazione il periglioso cammino verso il futuro e che la SPERANZA e, la sempre radicata FEDE in NOSTRO SIGNORE, siano forieri di un qualcosa di bello, per noi e per i nostri cari. Gen.CC (a) Cav. Uff.Basilio dr. VIOLA Gran Priore d’Italia dell’OMOSLJ AUTUNNO -2012

Carissimi Confratelli, Gentilissime Consorelle e Amici, è con vera e sincera gioia nonché affetto, che desidero salutarVi nelle sentita e profonda speranza di poterVi rivedere presto e poter parlare delle cose belle che ci sono capitate e che mi auguro foriere di tanta gioia e apportatrici di tanta, ma tanta serenità, in un momento particolarmente difficile, non per tutti, ma per molti di noi. Tutti siamo ben consci di ciò che ci attende in merito all'immediato AUTUNNO e nel seguire, nell'INVERNO. Se è vero come è vero che i tempi saranno senza dubbi duri e difficili, "lacrime e sangue", alias sacrifici, è nostro peculiare dovere prepararci moralmente, spiritualmente nonchè materialmente, affinchè si possa essere preparati ad assistere coloro , sempre più numerosi, che avranno bisogno di qualsivoglia genere di sostegno. Nel passato abbiamo fatto tanto, e ne dobbiamo essere orgogliosi, ma con maggior impegno e collaborazione saremo, senza dubbio, in grado di fare e di dare di più e meglio . Il nostro impegno futuro deve essere finalizzato al bene del nostro Paese, alla salvaguardia della nostra "Italianità" e ad un futuro migliore per i nostri figli, per i nostri nipoti. Questa nostra meravigliosa PATRIA necessita dell'aiuto di tutti e NOI non possiamo e non dobbiamo sottrarci a questo richiamo, anche per quei VALORI per i quali i nostri nonni hanno immolato la loro vita, per quel TRICOLORE, per quella PATRIA, per quella ITALIANITA' che ci devono essere di sprone nei momenti più difficili. Sono sicuro che vi impegnerete al massimo, come nel passato, così come sono sicuro che il nostro Patrono San Lazzaro non ci farà mancare la Sua guida. Gran Priore d'Italia Gen.B.CC(a). Cav. Uff. Dr.Basilio VIOLA GCLJ
 OMOSLJ Italia partecipa al pellegrinaggio e al Capitolo di Investitura a Santiago de Compostela, Spagna (21-23 Maggio 2010) Fra i grandi pellegrinaggi medievali spicca il Cammino della devozione, che termina presso la cattedrale di Santiago di Compostela (in Galizia), dove sono custoditi i resti dell’apostolo Giacomo Maggiore, qui rinvenuti secondo la tradizione nel sec. IX. L’apostolo Giacomo si differenzia dagli altri apostolo, perché tiene con una mano una spada, simbolo del martirio da lui subito a Gerusalemme nel 44 a.C. per volere di Erode Agrippa, e con l’altra una conchiglia, che con le sue scanalature ricorda le dita di una mano che offre il proprio aiuto agli altri. La costruzione della basilica ebbe inizio nel 1075 per iniziativa del vescovo Iria Diego Pelàez e terminò nel 1128. La crescita di prestigio della Chiesa di Compostela e la dignità arcivescovile si devono anche all’abilità politica dell’arcivescovo Diego Gelmirez e all’appoggio che questi ottenne dal potente abate di Cluny e dal re di Castiglia. Dopo la presenza dell’ OMOSLJ Italia all’appuntamento e all’Investitura internazionale avvenuta a Berlino/Potsdam nel 2009, anche questa volta a rappresentare L’OMOSLJ Italia a Santiago di Compostela in Galizia (alla fine di maggio del 2010) è l’Aiutante di Campo, Cav. Uff. Dott. Stephan Unser OLJ. L’incontro dell’OMOSLJ a Santiago di Compostela è stato un grande evento in tutti i sensi, visto che vi hanno partecipato oltre 450 tra Confratelli e Consorelle, provenienti da molte parti del mondo, come Europa, America, Asia e perfino Australia. Nei giorni precedenti al 22 maggio i Confratelli provenienti da Francia, Germania, Svizzera e Romania si sono radunati per percorrere gli ultimi 23 km del cammino, unendosi così ai Confratelli dell’Olanda che avevano già percorso oltre 200 km per una raccolta di beneficenza (N.B.: Il percorso del cammino di Santiago nel tratto spagnolo è lungo circa 760 km). Al mattino di sabato 22 maggio tutte le Dame e i Cavalieri sono partiti dal Monte de Gozo (collina posta a 6 km ca. dalla città, da dove anche Papa Giovanni Paolo II intraprese parte del cammino in occasione della “Giornata mondiale della Gioventù” del 1989) per arrivare giusto in tempo per la Santa Messa, celebrata nella Cattedrale sotto la guida dell’Arcivescovo di Santiago di Compostela. Alla Santa Messa hanno preso parte il Gran Maestro S.E. Don Carlos Gereda de Borbón, Marquis d’Almazán, S.B. Patriarca Gregorius III Laham, nonché altri Eccellenti del nostro Ordine, come S.E. la Duchessa de Brissac (Grand Prieur de France), il Gran Priore di Europa S.E. Cav. Klaus Peter Pokolm e il Gran Priore della Germania S.A. Principe Ernst-August zur Lippe, il Gran Priore d’Ungheria S.E. Contessa Eva von Nyàry, il Gran Priore della Slovacchia S.E. Cav. Dott. Wolfgang Breitenthaler e molti altri. Sempre Sabato, 22 Maggio, al pomeriggio, tutte le Dame e i Cavalieri dell’Ordine si sono radunati nel Monastero di San Martin Pinario per celebrare il Capitolo d’Investitura. Prima dell’arrivo alla chiesa del monastero, il Confratello Stephan Unser ha presentato le sue credenziali firmate dal Gran Priore d’Italia al Gran Priore della Spagna, S.E. D. Juan Pedro de Soto y Martorell, Marchese di la Lapilla. Nella sua veste di Aiutante di Campo al Confratello Stephan è stato concesso l’onore - come previsto da protocollo - di partecipare al corteo dei rappresentanti dei vari paesi e di prendere posto per tutta la durata della Santa Messa e della cerimonia d’Investitura accanto agli Eccellenti e ai dignitari dei vari paesi. Durante la solenne cerimonia sono stati accolti nell’Ordine e/o promossi 41 nuovi membri. Terminato il Capitolo d’Investitura tutti i partecipanti si sono ritrovati per l’agape fraterno,una cena di Gala nell’antico refectorium del Monastero di San Martin Pinario, durante il quale il Confratello Stephan ha avuto l’onore di scambiare qualche parole con il Gran Maestro, che si è raccomandato di portare i suoi saluti al Gran Priore Gen. Viola e alle Dame e ai Cavalieri del Gran Priorato d Italia, nonché di continuare le varie attività di beneficenza. L’ultimo giorno del nostro pellegrinaggio, domenica 23 maggio, si è svolta una messa a rito melkita, celebrata dal nostro protettore spirituale S.B. Patriarca Gregorius III nella chiesa di San Fructoso, sempre a pochi passi dalla cattedrale. Dopo la messa, tutte le Dame e i Cavalieri si sono augurati di rivedersi al più presto, in occasione di un futuro evento internazionale. Atavis et Armis STORIA 17 ottobre Il 17 ottobre 1244 a La Forbie (odierna Herbiya), nei pressi di Gaza – oggi conosciuto come la Battaglia di Gaza. Il 17 ottobre 1244 sulla pianura di la Forbie (Herbiya) si affrontarono con gli eserciti congiunti di Damasco e Acri. Il primo era comandato dal Principe di Homs e Al-Mansur Ibrahim. Il secondo comprendeva 600 cavalieri secolari al comando di Filippo di Montfort e Walter di Brienne, 600 Templari e Ospitalieri guidati da Armand de Perigord e da Guglielmo di Chateauneuf, numerosi Teutonici e un piccoli contingenti di sergenti e cavalieri del Ordine di San Lazzaro, quale ebbero un ruolo eroico nella funesta battaglia di Gaza. I cristiani tenevano l'ala destra, i damasceni erano al centro, an-Nasir con l'esercito di Kerak e la cavalleria beduina doveva sostenere l'ala sinistra. Gli egiziani attaccarono i cristiani. I khwarizmiani si slanciarono contro i damasceni e i loro alleati. I damasceni, che già avevano sconsigliato di scendere in campo, non ressero e si ritirarono immediatamente. Le schiaccianti forze dei khwarizmiani fecero una conversione e colpirono di fianco i cristiani che combatterono valorosamente fino alla morte. Nel giro di qualche ora l'esercito latino-damasceno fu annientato. Alla sera sul terreno vermiglio giacevano 5000 morti tra cui un numero imprecisato di Templari (260/300). Il Gran Maestro del Tempio probabilmente fu tratto in catene al Cairo insieme ad altri 800 sciagurati. Dopo questa battaglia gli Ordini monastici furono decimati: sopravvissero 33 Templari, 26 Ospitalieri e 3 Teutonici sembra che tutti i sergenti e cavalieri del Ordine di San Lazzaro sul campo sono stati massacrati.
Un saluto cavalleresco Stephan
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